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ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA (APE), DALL’1 LUGLIO 2015 SI CAMBIA (DI NUOVO)

come ormai da anni, la normativa sul risparmio energetico è in continuo work in progress.. e come tale tutto ciò che è legato ad esso continua a modificarsi e implementarsi, creando cosi nelle varie regione modalità di apprendimento diverse… sarà questo nuovo “cambiamento radicale” a uniformare il tutto??

Con questo articolo mi limiterò a descrivere ciò che cambia e quali sono gli obiettivi…

 Quale obiettivi??

Lo scopo della nuova normativa è quello di rendere maggiormente omogenea e coordinata l’applicazione dei criteri per il rilascio dell’APE su tutto il territorio nazionale, comprese quelle Regioni e provincie autonome che non hanno ancora recepito la direttiva 2010/31/ue sulla prestazione energetica degli edifici, che dal 2013 definiva un nuovo quadro legislativo riguardo ai limiti di legge per edifici di nuova costruzione e per  ristrutturazioni rilevanti e il nuovo schema delle certificazioni energetiche. Con la nuova normativa, la cui bozza è stata aggiornata il 27 maggio scorso, il certificato diventerà nazionale e le Regioni avranno tempo due anni per adeguarsi alle nuove disposizioni di legge.

Cosa cambia??

Il nuovo APE dovrà contenere l’indice di prestazione energetica riferito all’intero edificio, la qualità energetica del fabbricato in cui è collocata l’unità immobiliare, le emissioni di anidride carbonica e la quantità di energia esportata. Il numero delle classi energetiche aumenterà da 7 a 10, con una scala che va dall’A4, la migliore, alla G, che tuttora rappresenta la peggiore, e il certificato avrà validità 10 anni. Per la determinazione delle prestazioni energetiche si adotterà un criterio relativo e non assoluto. In pratica l’edificio esistente verrà confrontato con lo stesso edificio, dotato di involucro e impianti di prestazioni “minime”, definite per legge. In altre parole, l’edificio di riferimento presenterà caratteristiche geometriche, ubicazione, orientamento, destinazione d’uso identici all’edificio reale, mentre saranno determinate in base alle normative le caratteristiche termiche e i parametri energetici di riferimento.

L’APE quindi cambierà sia per quanto riguarda il format, che i contenuti, con nuove metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici. Inoltre entrerà in vigore anche la parte 3 delle uni ts 11300:2010, che va a definire le procedure per la valutazione del fabbisogno energetico per la climatizzazione estiva.

Quando è necessario??

Il decreto attuativo si applica sia gli edifici pubblici che privati di nuova costruzione oppure ristrutturati e introduce quattro tipologie di interventi, ognuna caratterizzata da differenti prescrizioni specifiche, in base alla quota di superficie disperdente dell’involucro interessata e dell’eventuale coinvolgimento dell’impianto termico. All’interno del decreto compare per la prima volta una definizione tecnica di “edificio a energia quasi zero” e sono previsti requisiti minimi sempre più ristretti che andranno aggiornati almeno ogni 5 anni e che prevedono che dal 2021 tutti i fabbricati di nuova costruzione o sottoposti ad importanti interventi di ristrutturazione dovranno essere ad energia quasi zero.

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